| Influenza |
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L’influenza è una malattia respiratoria acuta causata da un virus. Le epidemie si verificano nel nostro emisfero generalmente da novembre a febbraio, mentre nell’emisfero australe da aprile a settembre. L’infezione si ha attraverso il contatto con persone già contagiate. Il virus si trova nella saliva e nel muco, e può penetrare attraverso le mucose di naso, occhi e bocca. Si diffonde facilmente nei luoghi chiusi, affollati e poco aerati. Il periodo di incubazione è di 1-4 giorni. Di solito c’è un esordio brusco dei sintomi, con febbre di solito alta, mal di testa, brividi, dolori articolari e ossei, malessere generale; spesso si hanno anche raffreddore e mal di gola. Tuttavia si riscontrano delle variazioni nell’insieme dei sintomi descritti, sia a seconda del virus responsabile dell’infezione sia della risposta soggettiva. Generalmente la febbre scende nell’arco di 2-3 giorni, ma può persistere anche per una settimana, mentre durano più a lungo il mal di testa e i dolori osteo-muscolari. L’influenza acuta si risolve in 2-7 giorni, ma può esserci una stanchezza o debolezza generale che durano più a lungo, anche per qualche settimana. Raramente si verificano delle complicanze all’influenza, come polmonite (infiammazione del tessuto polmonare): in pratica l’influenza non si risolve ma peggiora, con febbre persistente e difficoltà respiratorie. Si possono adottare alcune precauzioni per evitare l’infezione: innanzitutto evitare di avere stretti contatti con soggetti già ammalati, lavarsi bene e spesso le mani, aerare spesso gli ambienti e fare attenzione che l’aria in essi non sia troppo secca, se necessario utilizzando umidificatori, perché altrimenti le vie respiratorie potrebbero irritarsi diventando così più vulnerabili. Vestirsi a strati quando si esce, per potersi così togliere degli indumenti quando si entra in un luogo riscaldato. Per prevenire l’influenza però il modo migliore è il vaccino: si aumentano notevolmente le probabilità di non contrarre la malattia, e, nel caso in cui si sviluppino comunque i sintomi influenzali, questi sono molto meno gravi, e generalmente non seguiti da complicazioni. La vaccinazione “tradizionale”, che si basa sull’uso del virus inattivato, o di parti del virus, è raccomandata a soggetti di età pari o superiore ai 65 anni, a bambini e adulti che soffrano di malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, circolatorio, o altre severe patologie che aumentino il rischio di complicanze, di diabete, sindromi da malassorbimento intestinale, fibrosi cistica, malattie che comportino la carenza di produzione di anticorpi, bambini reumatici sottoposti a prolungate somministrazioni di acido acetilsalicilico. La vaccinazione è inoltre consigliata al personale sanitario di assistenza, soggetti addetti a servizi pubblici di interesse collettivo (insegnanti, dipendenti della pubblica amministrazione, forze di polizia ecc.); inoltre personale che è a contatto per motivi lavorativi con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali (veterinari, allevatori ecc.): questo per evitare la creazione di nuovi ceppi dalla ricombinazione dei virus umani e animali. La somministrazione del vaccino è per via intramuscolare; la protezione comincia due settimane circa dopo l’inoculazione, e perdura per sei-otto mesi. L’inoculazione di solito non comporta effetti collaterali di rilievo; in alcuni casi si verifica rossore e gonfiore cutanei locali e transitori. A volte, specie per persone che non sono mai venute a contatto con il virus influenzale, si possono avere, dopo 6-12 ore, sintomi influenzali come febbre, mal di testa, dolori muscolari, ma in forma attenuata e durano di solito un paio di giorni. Questo tipo di vaccinazione è sconsigliato sia che vi siano in corso processi febbrili, sia nei casi di allergia alle proteine dell’uovo (presenti in minima parte nel vaccino). Si può ottenere anche una vaccinazione omeopatica nei confronti delle malattie da freddo come influenza e raffreddore, con un rimedio, l’ANAS BARBARIAE 200K. Si assume un tubo dose alla settimana per tutto l’inverno. Questo rimedio è adatto anche ai primi sintomi dell’influenza, assumendo una dose al giorno per tre giorni consecutivi. All’Anas barbariae si può associare in fase preventiva il rimedio di fondo, specifico per il paziente e consigliato dal medico omeopata. Una volta che l’influenza sia già in corso, i rimedi tradizionali che si possono utilizzare sono solo sintomatici, volti cioè a curare non l’influenza ma i suoi sintomi: quindi acido acetilsalicilico e paracetamolo per la febbre, il mal di testa, i dolori generalizzati; antistaminici, fluidificanti, espettoranti per i sintomi a carico dell’apparato respiratorio. Per quanto riguarda i rimedi omeopatici utili per l’influenza vanno scelti a seconda dei sintomi che l’ammalato presenta.
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