| STITICHEZZA o STIPSI |
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La stitichezza, detta anche stipsi, colpisce poco meno di un quarto degli italiani. Lo stile di vita occidentale, con i suoi ritmi frenetici ed una dieta povera di scorie, contribuisce pesantemente alla sua insorgenza. Con questo termine, stipsi o stitichezza, si intende la diminuzione delle evacuazioni oppure una modifica dell'aspetto delle feci, che si presentano più dure del solito, caprine o nastriformi. Bisogna tener presente che la frequenza con cui si evacua varia da persona a persona ( da un massimo di tre volte al giorno ad un minimo di una volta ogni due giorni ). L'importante è verificare eventuli
cambiamenti più o meno improvvisi nelle proprie abitudini. Tali
cambiamenti, specie se accompagnati da altri sintomi ( dolori
addominali, perdite di sangue, dimagrimento, febbre ), sono indicativi
di altre patologie in atto. In tal caso è opportuno rivolgersi al
medico. Se tali sintomi non sono presenti abbiamo una semplice forma di
stitichezza. Ci sono due forme di stitichezza: acuta e cronica. La stitichezza acuta
solitamente è provocata da cause temporanee, come i postumi di un
intervento chirurgico, una malattia acuta, l'assunzione di determinati
farmaci. La stitichezza cronica
invece può essere provocata da diverse condizioni, fra cui: abitudini
alimentari errate ( diete povere di fibre, pasti assunti ad orari
irregolari ), sedentarietà o condizioni particolari di vita o di
lavoro. Ci sono poi cause psicologiche o altre patologie in corso che
ostacolano la defecazione ( ad esempio la presenza di emorroidi o
ragadi anali ). La stitichezza
può infine essere provocata ( in una minima parte dei casi ) da alcune
patologie, come il diabete, lesioni del sistema nervoso, tumori del
colon. Le armi per affrontare la stitichezza sono le seguenti: intervenire 1°)sull' alimentazione, 2°)sull'attività fisica, 3°)con la psicologia, 4°)coi lassativi. Nel primo caso -si utilizza una dieta ricca di fibre -si dà la precedenza ai cibi probiotici, come yògurt di ultima generazione -si cosuma pasti ad intervalli regolari e con calma -si beve molta acqua. Nel secondo -si fa un'attività continua, frequente e di media intensità. Nel terzo caso il soggetto deve -trovare il tempo per pensare a se stesso ( fretta e stitichezza sono alleate ). Nel quarto caso
-bisogna innanzitutto ricordare che il ricorso ai lassativi, siano essi
chimici o fitoterapici, va affrontato con cautela e con l'aiuto di un
medico o di un farmacista. Si tratta di sostanze che, anche se possono
temporaneamente migliorare la situazione, tendono a dare assuefazione,
rendendo, nel corso del tempo, l'intestino ancora più pigro. -Evitare o usare eccezionalmente purganti salini ( sali di magnesio ),, polifenoli (bisacodile,picosolfato). Minor rischio si ha dagli -stimolanti naturali ( estratti di aloe, senna, frangula ), dai -lubrificanti ( olio di paraffina, miscela dei tre oli ) o dalla -glicerina. I lassativi del futuro potranno essere i probiotici ( a base di batteri che costituiscono la normale flora del colon, come lactobacilli e bifidobatteri ) e i prebiotici ( sostanze che nutrono i batteri del colon e lo rinforzano ).
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