| La sindrome del grande impostore |
Ovvero quando il mal di schiena dipende dai denti storti.Incontro tenuto dalla dott.ssa Luciana Alessio Bean, medico chirurgo e odontoiatra. Soffrite di forti emicranie, dolori alle tempie, mal d'orecchi e avete consultato inutilmente tutti gli specialisti? Siete stati curati per un'artrosi cervicale, ma non avete avuto alcun miglioramento? Accusate dolori muscolari alle spalle, alle braccia, al collo, più o meno frequenti, ma anche per questi nessuno è riuscito a trovare una soluzione? Volete un consiglio? Prima di sdraiarvi sul lettino di uno psichiatra o di cedere alla disperazione, provate a passare da un dentista, che si occupi dei disturbi della masticazione e delle malocclusioni dentarie. E' probabile che la causa di tutti i mali sia proprio lì, nella bocca. Se ancora oggi il pubblico, e talora non soltanto esso, crede che la cura dei denti si esaurisca con carie e gengiviti, da più parti ormai è arrivata la conferma che da arcate dentarie di forma non regolare possono derivare problemi che vanno ben oltre la cavità orale, coinvolgendo il rachide e quindi la postura. Ecco che il dentista, nella visita di approccio al paziente, esamina tutto il sistema nelle sue varie componenti, e cioè: denti, per vedere (oltre ad eventuali carie) la loro posizione, la presenza di eventuali faccette d'usura, la mancanza di elementi dentari; gengive, per osservare il loro stato di salute o meno, la presenza di recessioni gengivali localizzate; muscolatura, per rilevarne con la palpazione la dolorabilità più o meno intensa; articolazione temporo-mandibolare, per repertare eventuali rumori a tipo “scroscio”, o “click” durante l'apertura e la chiusura della bocca. Infine il dentista esamina i percorsi che fa la mandibola rispetto al piano orizzontale ideale, dato dal tavolato occlusale della mascella, per vedere se durante uno o più di questi percorsi esistano degli ostacoli nella bocca del paziente a livello dei denti che impediscano la libertà e la facilità dei movimenti. Il meccanismo d'azione della patologia si può spiegare in modo semplice: Il cervello, ricevendo dalle terminazioni nervose, poste attorno ai denti, le informazioni su questi ostacoli permanenti, instaura un meccanismo protettivo, per spostare la mandibola (unico osso mobile della faccia) mediante un comando di lavoro ai muscoli : se il fatto si ripete continuamente, questi diventano spastici e dolorabili; ma poichè la mandibola è un osso che fa parte del cranio ed il cranio è una specie di palla, che l'individuo deve mantenere costantemente in equilibrio sulla colonna vertebrale, mediante continui aggiustamenti muscolari, è chiaro che ogni squilibrio, che coinvolga i muscoli della mandibola coinvolgerà piano piano altri gruppi muscolari a livello di testa, collo, spalle, schiena secondo un meccanismo ormai identificato che vede strettamente collegati postura-rachide ed occlusione. Quanto descritto corrisponde a quella che, con termine attuale, si definisce "Sindrome disfunzionale posturale discendente" o "The great impostor Syndrome", cioè Sindrome del grande Impostore, come è stata definita negli anni '80 dagli Studiosi Statunitensi, proprio per il gran numero di disparati sintomi fuorvianti che provoca. All'inizio la sindrome può passare inosservata al paziente, ma con il tempo si evidenzia che può essere scambiata per altra patologia. Il paziente può accusare dolori facciali, o nella regione auricolare, o in quella del collo, simulare patologia di tipo sinusite, otite o artrite cervicale; può avvertire dolori alle Può avere frequenti dolori a livello lombosacrale, soffrire di parestesie ad entrambe le mani oppure al braccio e mano di un solo lato, può avvertire crampi ai polpacci o ai piedi a riposo, può avere dolore e difficoltà alla deglutizione. Quale la terapia? La cura è teoricamente molto semplice : si tratta di ricollocare la mandibola nella posizione di normale articolazione, permettendo cioè ai due condili (parti terminali della mandibola) di muoversi correttamente all'interno delle fosse dell'osso temprale, senza deviazioni o attriti. Per ottenere ciò prima si rilassa il sistema muscolare mediante apparecchi studiati per riposizionare la mandibola e i condili in modo corretto. Poi si passa alla fase successiva di miglioramento dell'occlusione (con protesi fissa dove esistano elementi mancanti, o con l'ortodonzia dove ci siano elementi mal posizionati o con il molaggio selettivo per cuspiti di lughezza anomala). Non operando in tal senso, la sindrome perdurerà nella sintomatologia descritta ed andrà evolvendosi con danni ai denti e al parodonto, (cioè gengive ed elementi di sostegno del dente: i denti cominciano a muoversi e si può arrivare fino alla piorrea alveolare); con diminuzione dell'apertura della bocca (si può arrivare al classico risma del massetere con serramento della bocca, che si risolve poi molto lentamente); con l'insorgenza di danno irreversibile all'ATM ( casi di grave logoramento alle estremità dell'articolazione ); con alterazioni delle curve fisiologiche del rachide cervicale e lombosacrale, nel tentativo di tutto l'organismo di vincere la forza di gravità e di mantenere una postura accettabile : dapprima reversibili (solo spasmo muscolare), poi man mano sempre più stabili con l'instaurarsi nel tempo di processi artrosici a carico del rachide. Concludendo: la sindrome del grande impostore può portare a danni seri. Con un semplice controllo da parte di un dentista, che si occupi dei disturbi della masticazione, questi danni possono essere evitati o almeno arginati. |
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